Esempio di ricerca: Corrida di San Geminiano  

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Cronache

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LA CORRIDA IN… BICI

venerdì, 03 febbraio 2012

Autore: Giacomo Carpenito

Non potevo mancare al più importante happening podistico modenese dell’anno. Alle 14.20 mi sono quindi presentato al via della Corrida 2012 non con il pettorale che mi spettava (il settanta) bensì in sella alla mia MTB… causa infortunio sono fermo da 2 mesi (nessun dramma, sono cose che capitano a chi corre a piedi), ma ho voluto presenziare nonostante freddo intenso e neve. Così ho salutato (da fuori) gli amici che si scaldavano nella "rete" e mi sono appostato alla prima curva dove mi sono potuto godere per una volta lo spettacolo colorato e multiforme di atleti e tapascioni alla partenza. Dopo 2 minuti di serpentone mi sono fiondato lungo viale Vittorio Veneto dove arrivo giusto in tempo per vedere passare Uccellari e poco dopo Antonio Santi tallonato da Tommy Manfredini; continuo lungo via Luosi e incito Davide Benincasa che corre con la sua caratteristica andatura ricurva ma efficace. In viale Corassori mi affianco a Stopazzini che come al solito parte a canna (“rallentaaaa!”) e aggancia Lambruschini (che molla per precauzione causa fitta al polpaccio), mentre dietro a lui si forma la fila di quelli che girano attorno ai 3’30”, tra cui Rizzello, Bertoni, Bruzzi e Gozzoli che sembra più sofferente del solito. Mi lascio sfilare e vedo poco dietro altri atleti specialisti di gare più veloci che però non possono mancare alla Corrida: Alessandro Bianchi (che cerca di tenere il passo di Baraldini) e poco più indietro Lorenzo Calza, già appagato dalla gara indoor di pochi giorni prima. Tra loro Giuttari, Stradi e La Barbera. Quindi trovo il “toro” Stefano Baschieri che tallona due ragazze (“stai lì che sei in buona compagnia!”), Robby Foligno determinato più che mai, poi Veroni, Pignatti e Messori che non si è ancora ripreso pienamente dal ciclone influenzale appena passato. Prima di arrivare a Cognento rallento ancora e raggiungo la consorte (Elisa) alla sua prima Corrida che viene tirata eccezionalmente da “ironman” Alberto Lugli (reduce dai 70 km della Marcialonga  sciati in 4h e 40’) e Giuliana Maraschi a cui si associa Manfredini senior; il passo come da programma è appena sotto i 4’40” e visto il clima va benissimo così. Prima Corrida e la coincidenza fortunata di trovarsi il giorno dopo in prima pagina sulla Gazzetta di Modena nella foto centrale! Al cavalcavia di Cognento giro verso Modena e vedo passare Piacentini con Ingrami (un po’ sofferente) e subito dietro un incontenibile Stopazzini! Grandissima gara di Stop che ha assorbito alla perfezione i duri allenamenti degli ultimi 2 mesi e si invola con Rocco (Rizzello) verso il Novi Sad dove avrà ancora energie per sprintare arrivando quasi a sorpassare lo scandianese Scarabelli. Io torno indietro e incito ancora un po’ tutti quelli che riesco a riconoscere anche perché tra neve e gelo (- 2 al mio computerino) ormai non sono più molto integro…

Divertente la Corrida in bici, sicuramente meno faticosa. Chiedo scusa a tutti quelli che ho involontariamente ostacolato sul percorso e colgo l’occasione per unirmi anch’io a Matteo che ricorda giustamente che Classica e Corrida dovrebbero avere l’antidoping (se è per il costo chiedete un euro in più e date un tenerone in meno così facciamo anche un po’ di cultura alimentare!). Per finire proverò a guarire in fretta per essere pronto per la prossima gara che, guardando il calendario modenese (sempre più bello nella grafica e dettagliato nei contenuti), sarà… bhè a febbraio nulla... marzo il deserto, del resto c'è la Partecipanza... poi non c'è più la mezza di Saliceta... non si parla di Vivicittà, ci mancherebbe già la fanno a Reggio, Bologna ecc. quindi... fammi vedere… ah sì, il 1 maggio a Spilamberto!  

CORRIDA SOTTO LA NEVE

mercoledì, 01 febbraio 2012

Autore: LUCA GOZZOLI

la Corrida di quest'anno,  lo diranno tutti e io non voglio essere da meno, ci ha sorpreso con una bella nevicata. Ben sapendo che i soliti noti del parco Ferrari/campo scuola sarebbero stati tutti presenti alla partenza, immaginavo che fuori dal "griglione" ci potessero essere meno concorrenti. Con grande soddisfazione ho constatato che già alle 13,30 nel palasport facevi fatica e trovare posto per la sacca e dieci minuti dopo l'anello del Novisad era pieno di corridori in riscaldamento. La grande partecipazione in un giorno festivo solo per la città fa ben sperare per il movimento agonistico e amatoriale. Che la Corrida fosse amata dai modenesi lo si sapeva, ma il fatto di vedere atleti di tante società provenienti anche da fuori regione deve essere motivo di grande soddisfazione per Modena e di grande orgoglio per La Fratellanza 1874, società indiscussa protagonista a livello agonistico nazionale ma capace di organizzare in modo esemplare un grande avvenimento di "popolo" come la Corrida.
La Gara.
Ci avviciniamo all'ultimo nel griglione per prendere meno freddo, anche se sono consapevole che il problema non sono i "garretti" o la punta del naso ma l'aria sottozero che butti nei polmoni per quasi un'ora. Salutando e facendo in bocca al lupo ai compagni di allenamento mi riprometto di verificare quanti over 45 ci sono fra quelli che "parton davanti" perchè, concedetemi una parentesi, vorrei coninvolgere la medicina dello sport in una verifica sui controlli da effettuare quando si ha la velleità di praticare sport a livello agonistico a una certa età. Guidati da Renzo Finelli, anima, cuore e testa della Corrida; raggiungiamo viale Berengario.
Noto pochi top runners in primissima fila proprio mentre mi chiedo perchè ci sono io! (giuro non ho sbracciato!). Pronti via! Due giorni di febbriciattola lasciano il segno e non ho voglia di arrancare per cui mollo Emiliano, Fabrizio, Rocco ed Eugenio mentre da dietro arriva sparato Bruzzi dell'olimpia. Li mollo quando vedo che l'atleta con il numero 1 è inginocchiato a bordo strada per cui, con la coscienza più leggera, calo di qualche secondo. Il resto è fatica e il rammarico di non essere riuscito a spiegare a quello che mi ha preceduto sul traguardo che la lotta per il 70° o giù di li non vale una sgomitata....pazienza e la piccola delusione di non essere stato sotto i 48 min per pochi secondi. Ora la stagione vira, cambiano gli obbiettivi e finalmente possiamo riparlare di maratona!
Luca Gozzoli

Ljokitok Daudi Makalla e Giorgia Morano trionfano alla 38a Corrida di San Geminiano.

mercoledì, 01 febbraio 2012

Autore: FABIO SPEZZANI

Sono le 12:00 quando i primi fiocchi di neve cominciano a cadere su Modena e sul percorso che tra due ore e mezza riempirà di corridori le strade della Corrida di San Geminiano, edizione numero 38. L’organizzazione di Serafino Ansaloni targata Fratellanza 1874 ha già preparato tutto e la neve (che per fortuna non si attacca al suolo) scongiura ogni rimando. Così alle 14:30 viale Berengario è gremita di persone: 700 i competitivi che non hanno voluto perdersi lo spettacolo di questa corsa, e quasi 4000 non competitivi che potranno raccontare di essere stati presenti a questa “Bianca Corrida”. E’ da subito gara, ed in testa si forma una coppia di atleti: il keniano Ljokitok Daudi Makalla ed il “principe ucraino” Vasyl Matviychul. I due passano davanti al Duomo già al comando e così a Cognento dimostrano un discreto vantaggio su Jan Baptiste Simukeka che incalza a mezzo minuto. Dietro segue un gruppo di cinque inseguitori tra cui il modenese Omar Choukri(Mds Panariagroup) ed il primo italiano Domenico Ricatti(Aereonautica). La gara femminile intanto vede in testa Veronica Paterlini, l’atleta del Cus Parma che da settembre si è trasferita a Modena per essere allenata da Renzo Finelli. Un’atleta allenato da Finelli, ideatore e organizzatore della Corrida, non ha mai vinto la corsa modenese. Il passaggio a Cognento segna il giro di boa e per molti è il momento della verità. La verità per Makalla significa un allungo deciso per staccare l’ucraino compagno di corsa e per involarsi verso la vittoria. La Paterlini invece comincia a subire una partenza piuttosto veloce e viene rimontata dalla torinese Giorgia Morano. Così al Novi Sad Ljokitok Daudi Makalla raccoglie gli applausi concludendo in 39’06”, davanti a Vasyl Matviychul (39’28”) e Jan Baptiste Simukeka (40’00”). Per gli atleti della Fratellanza il primo a tagliare il traguardo è Davide Uccellari(12° in 41’27”), davanti ad Antonio Santi (16° in 42’46”) e Daniele Zanasi (28° in 44’30”). La prima donna a tagliare il traguardo è Giorgia Morando del Cus Torino in 46’08” che completa la rimonta su Veronica Paterlini (46’23”) mentre al 3° posto ha conlcuso Martina Celi in 48’14”.

Il dopo Corrida porta tutti all’interno del PalaMolza dove la priorità è riscaldarsi. Ad allietare l’attesa delle premiazioni ci ha pensato la Red House Blues Band, che suonando per Telethon, ha ricevuto i complimenti dal pubblico presente. Il momento delle premiazioni ha visto sul palco il presidente della Fratellanza Serafino Ansaloni, il vicepresidente Maurizio Borsari, l’assessore Stefano Vaccari in rappresentanza della Provincia e del Comune di Modena, Gianandrea Raisi e Claudio Saccomanni dirigenti del Banco San Geminiano e San Prospero, Alessandra Grosoli dell’Aceto Balsamico del Duca, Ermanno Zanotti di Telethon, Gino Montecchi presidente della Consulta di Modena, Giancarlo Iattici presidente della società del Sandrone, Romano Maletti presidente della corale Rossini e Simona Arletti Assessore del Comune.

“Abbiamo portato a termine – le parole di Serafino Ansaloni-  una Corrida che è stata un grande successo. La neve non ha fermato i tanti iscritti, sono veramente soddisfatto che in 700 competitivi siano giunti al termine e che quasi 4000 dei 5000 non competitivi hanno deciso di correre sotto la neve. Ringrazio  quindi tutti i modenesi che anche quest’anno si sono dimostrati fedeli alla Corrida ed hanno preso parte a questa manifestazione. Sono sicuro che “con la pioggia, la neve o la tempesta, la Corrida è sempre Festa”; ma per l’anno prossimo mi piacerebbe avere il sole dalla nostra parte.”

Alla Corrida passando per Napoli

mercoledì, 01 febbraio 2012

Autore: FABIO MARRI

Erano due anni che non riuscivo a correre la Corrida: nel 2009 causa il rinvio per neve, nel 2010 perché, lavorando io a Bologna, mi avevano affibbiato il primo giorno di lezione proprio il 31; per consolarmi, la domenica della vigilia avevo fatto un ultratrail in Toscana. Quest’anno niente scuse, ma non mi sono fatto mancare la maratona di Napoli domenica 29 (un’idea coltivata con Mak, ma a quanto pare senza modenesi al via!), tutto sommato avvincente e ben organizzata.
Tornato a casa, eccomi alla Corrida, una delle poche manifestazioni modenesi sopravvissute alla falcidia del 2012 (fateci caso, su sei domeniche da Capodanno al 5 febbraio, ben tre sono senza corse a Modena!). Rovistando nei quaderni, scopro che questa è la mia trentesima, dal 1977: quelle perse, lo sono soprattutto per il lavoro bolognese, specie nei primi anni quando non avevo la faccia tosta di stare a casa per S. Geminiano. Per disputare la mia prima Corrida, dovetti aspettare un posto non precario, che festeggiai diventando padre per la prima volta. Ora, quella bimba (che all’epoca non arrivava dietro alla Ricci, e a sua volta corse la sua unica Corrida nel ’95, a 18 anni) mi ha reso nonno.
Siccome non ho, adesso e dopo Napoli, velleità agonistiche (il mio record, 58:51, risale al 1990, guarda caso l’anno in cui ho cominciato a rovinarmi con le maratone), questa mia Corrida diventa una specie di album dei ricordi, alla ricerca dei passi perduti, degli enormi tabulati da stampante ad aghi che contenevano le classifiche, e soprattutto dei tanti che hanno fatto parte di quei mondi ormai mitici.
Si parte, e la sensazione è di un caos inferiore ai vecchi tempi: è vero che i non competitivi da un euro hanno invaso il settore di chi ha pagato 8+5 euro, ma mi bastano 25 secondi per passare sulla linea del via, e la curva a sinistra per la via Emilia è meno rallentata del solito. Non vedo nemmeno la folla di quanti, negli anni eroici, si buttavano sul tracciato in largo S. Agostino per schivare la calca… All’altezza di piazza Matteotti mi viene in mente quando, nel 2005, sorpassai Romano Prodi, partito in testa, rifilandogli alla fine 17 minuti in 13 km; curioso che qualche mese dopo lo abbia ritrovato alla maratona di Reggio dandogli solo 25 minuti… misteri elettorali.
Tra corso Duomo e via Luosi corro con Emilio Borghi: insieme sorpassiamo Roncarati, e gli faccio notare la valenza simbolica, quasi del passaggio di testimone tra due Grandi del podismo amatoriale (sempre che, uno dei due Grandi, il testimone voglia passarlo davvero). Sorpassiamo anche Verzoni, che lancia il suo solito ammonimento, che “non è ancora finita”. Poi Emilio, l’Assessore a Vita (ma senza vitalizio) se ne va, leggero e irraggiungibile.
Anche Maurizio Pivetti mi raggiunge e dichiara che battermi è il suo obiettivo: viva la gioventù. Se ne va pure Paolo Garuti da Vignola: era il 1988 quando la prima Corrida al femminile fu vinta dalla vignolese Striuli. Oggi di vignolesi si nota soprattutto l’Anna, vincitrice della maratona di Ragusa (meeenchia! Cinquanta partecipanti!),  l’azzurro dei cui occhi supplisce a quello del cielo di oggi, e, ad onta delle sue dichiarazioni secondo cui ormai non ci sono più uomini, è marcata stretta da almeno due intraprendenti longilinei, Mister Due-Cinquantanove-Cinquantanove e il Vice-Vice-Assessore. Buona fortuna (un altro vignolese però ne dubita).
Ponte di Cognento: mi riecheggia la voce di Roberto Brighenti (allora podista, non speaker), che biasimava certe signore sassolesi che a metà del ponte facevano semplicemente dietrofront e si dirigevano verso Modena risparmiando un km abbondante. Ma oggi verso il 7 c’è un tappetino chip, queste furbate non rendono più.
Al ristoro del 7 vengono in mente sia i primi anni, quando oltre alle bevande mi scioglievo in bocca uno zuccherino tenuto nella tasca della tuta; sia quando, nell’89, decisi di attaccare il muro dell’ora: ero in compagnia di Mauro Ballista (Carrozzeria Rinnova), uno dei miei primi maestri, e saltammo il ristoro, finendo in 59:51. Al traguardo aspettava mia figlia: era solo una corsa, eppure ci abbracciammo in silenzio. E Mauro Ballista è sul ciglio della strada, che ci incoraggia; vicino a lui, Adriano della Modenese, compagno del record nella mezza (Soliera 1993).
Il ponte di Cognento consente di vedere e salutare chi sta ancora a meno di metà: che tempi, quando il maestro Fiori reduce dalle marce di Nimega camminava con un gonfalone in mano (e finì anche su una copertina del calendario podistico modenese). Ora riconosco Merighi e il Capostazione, Cuoghi della Cavazzona e Giangi che mi urla nonsoché di nonsoquale corsa da fare nonsodove.  Più avanti, dal concessionario Piaggio al km 9 mi aspetto il sempiterno vigile in pensione N**; ma non c’è, chissà se colpa della neve o degli accidenti che qualche podista multato gli ha giurato anno dopo anno. Tra gli altri tifosi lungo 38 anni, non c’è nemmeno Livio, vicino al sottopassaggio, e  lui purtroppo se ne è andato per sempre; non c’è il prof. Mario davanti alla sua scuola Fermi, e non c’è Caco Borsari alla fine di via Barozzi.
Ma la storia continua: ci sono Italo e Teida a fotografare, Salvatore Mameli e Vanni Casarini che ne hanno più di me (mi contento di passare i 12 km in 59:59), e vanno oltre, come pure la presidentessa gugliante Emilia Neviani (simbolicamente, in via Barozzi sorpassa l’altro presidente sassolese Evaristo). Il cartello dei 13 ogni anno sembra più indietro, e il Gps segnalerà altri 410 metri fino all’arrivo (chi ricorda quando era attaccato a uno dei pilastri di ingresso al palasport?).
Questa volta, grazie al chip, non restiamo più incolonnati sotto lo striscione, e anche la consegna dei premi (decisamente abbondanti), e il rimborso delle cauzioni, si svolgono nella massima celerità. Brighenti continua a snocciolare vita e miracoli di ognuno che arriva, e aggiorna il suo lessico che quest’anno include pure il capitano Schettino, e attribuisce al freddo (non agli scogli) il deficit di Laura Ricci.
Molto graziose ed efficienti le ragazze del ristoro, mentre la neve aumenta di intensità. Ne farà le spese il Modena calcio, noi podisti stavolta l’abbiamo sfangata.

Modena: 38^ Corrida di San Geminiano

mercoledì, 01 febbraio 2012

Autore: VALENTINO RISTALLO

Il freddo e la neve hanno fatto da cornice alla 38^ edizione della Corrida di San Geminiano, gara podistica competitiva internazionale su strada di km 13.350, svoltasi a Modena il 31 gennaio 2012, sul classico tracciato Modena-Congnento-Modena. La manifestazione sportiva è stata organizzata da una delle più vecchie società modenesi di atletica “La Fratellanza 1874”.
Un grande successo per la società organizzatrice che non si è lasciata intimorire dalle condizioni climatiche non certo favorevoli, perché la neve iniziava a cadere sin dalle prime ore del mattino.

Più di seimila atleti (di cui 800 competitivi) provenienti da tutta Italia e dall’estero, si sono dati appuntamento in via Berengario. Alle 14,30 in punto sia i competitivi e non competitivi, il Sindaco Giorgio Pighi e l’Assessore allo Sport Antonino Marino hanno dato il via alla manifestazione con il classico colpo di pistola.

Questa edizione sembrava favorevole agli atleti italiani, un gruppetto di atleti di cui faceva parte Domenico Ricatti (già vincitore della Classica della Madonnina del 2012), Alberto Montorio e Davide Uccellari prendevano il comando della gara. Al terzo chilometro avveniva il rovescio della medaglia, una mezza dozzina di atleti stranieri sferravano l’attacco ai tre italiani, passando al comando della corsa. Successivamente il keniano Makalla e l’ucraino Vasyl aumentavano il passo staccandosi  dal gruppetto degli stranieri  e si portavano assieme fino agli ultimi chilometri. Da questo momento Makalla Daudi Ljokitok sferrava un ultimo attacco decisivo sull’ucraino, e si portava da solo all’arrivo posto sotto la tribuna dell’ex Ippodromo del  Parco Novi Sad (al lato opposto dalla partenza), con un tempo di tutto rispetto in 39’06”, ricevendo gratificazioni e applausi del pubblico. Secondo a 22”  arrivava l’ucraino  Matviychuk Vasyl. Terzo, Simukeka Jan Baptiste, in 40’00”; quarto Bll Peter in 40’20”; quinto Bll Kiprono Boniface in 40’22”; sesto e settimo stesso tempo, Choqukri Omar e NgenoDaniel in 40’23”; ottavo e primo italiano, il campione italiano dei 10.000  Ricatti Domenico in 40’27”; nono Kisorio Kimeli Hosea in 40’42”; decimo Montorio Alberto in 41’02”. Primo modenese, dodicesimo assoluto, il giovane ventenne della Fratellanza 1874 Davide Uccellari in 41’27”, una vera promessa del mezzo fondo italiano.

La gara in rosa è stata una battaglia tutta italiana. La parmese Veronica Paterlini (vincitrice della Classica della Madonnina 2012) dominava per più di metà della gara, alla fine si è dovuta arrendere ai continui attacchi della torinese Giorgia Morano, che è arrivata da sola al traguardo in 46’08”. Seconda a soli quindici secondi Veronica Paterlini; terza Celi Martina in 48’14; quarta Brogliata Sara in 48’26”; quinta Mazzetti A. Maria in 48’32”; sesta Lopez Conceicao Sonia in 49’03; settima Betto Alice in 49’07”; ottava e prima modenese Ricci Laura in 49’15”; nona Biagetti Laura in 49’33”; decima Chimet Daniela in 49’54”.

La novità di quest’anno è stata il Band Blues denominata Bed House, che ha suonato sia prima e durante la manifestazione a favore di Telethon, come da diversi anni sempre presente per raccogliere fondi per i bambini Africani.

Un San Geminiano Clemente..

mercoledì, 01 febbraio 2012

Autore: Annamaria Sica

Ciao a tutti podisti e sostenitori .
Ieri,nonostante le previsioni, si è tenuta a Modena la consueta e storica Corrida di San Geminiano.
La tradizione è stata rispettata e un leggero nevischio non ha fermato i pur numerosi podisti pronti alle varie griglie di partenza.
Il santo patrono ha fermato per un po´ la coltre bianca e ha consentito a noi tutti di correre i 13 km e 350 mt con spirito saldo e umore particolarmente allegro anche per il clima quasi natalizio.
Correre sotto la lieve spolverata bianca del primo pomeriggio ha confermato che lo sport e la corsa possono sia unire tante persone,sia portare le stesse a intraprendere una "piccola impresa",come quella di ieri.
Due anni fa la neve troppo fitta aveva fatto annullare la Corrida già programmata.
Vedendo la neve che in queste ore scende fitta e inClemente viene proprio da dire:"Grazie San Geminiano. Quest´anno sei stato proprio un santo Clemente con noi podisti e non un santo Che..mente".
Un augurio a tutti i podisti e in generale a tutti quelli che per sport e per convinzioni personali non si fermano e sanno cogliere le occasioni
Ps.Breve nota storica:nel `500 Papa Clemente VII fu chiamato Papa Chemente dai fiorentini,i quali lo accusavano di non aver rispettato la parola data alla cittadinanza.

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