E' interessante fare due chiacchiere per conoscerci meglio; ovviamente, è ben gradita la vostra partecipazione alle nostre chiacchierate. L'indirizzo mail è redazione@modenacorre.it
Ecco l’indice degli argomenti (agg.to 15/11/2004):
Attrezzatura indispensabile per praticare la corsa su strada – le scarpe
Gli accessori (dalla maglietta alla radiolina, per tacere degli slip) parte 1
Va bene… ma come mi devo vestire per non prendermi un accidente??
Mi viene il fiatone dopo un chilometro… non riuscirò mai a fare una maratona!
Cosa significa la maratona (runtheplanet)
Podismo e sci di fondo – benefici e problemi da tener presenti!
quando si skazza.... (problemi di calendario)
manifestazione podistica contro la celiachia (intolleranza alimentare vs. il glutine)
Celebrazioni del Centenario di Dorando Pietri, Olimpiadi di Londra - 1908-2008
1. Una piccola premessa. La corsa è alla base di tutti gli sport. In palestra, prima di fare gli esercizi, si corre; lo stesso si fa per prepararsi ad entrare su di un campo di calcio o di pallacanestro. Appena saliti sul tatami (tappeto del judo) è necessario farne qualche giretto di corsa. E così via. Correre serve a riscaldare il corpo, a prepararlo agli sforzi, ad evitare infortuni. La corsa che pratichiamo noi, quella su strada, fondo e mezzofondo, sottopone però il fisico ed il cuore a sforzi considerevoli, prolungati nel tempo, a volte per ore. Noi invitiamo tutti coloro che decidono di iniziare a correre, anche solo per fare un po’ di jogging senza impegno, ad una semplice, ovvia precauzione: una seria visita medica. Pressoché in ogni ASL italiana c’è un Centro Medicina dello Sport che, dietro pagamento del consueto ticket, effettua una serie di controlli e rilascia un certificato di idoneità alla pratica sportiva, amatoriale o agonistica; i medesimi controlli, generalmente allo stesso costo, vengono svolti anche da specialisti privati. Ovviamente il contenuto dei controlli è differente se deve essere rilasciato un certificato di tipo A (quello non agonistico) o di tipo B (agonistico). Noi consigliamo vivamente di effettuare i controlli per il tipo B. Innanzitutto, una volta in possesso del certificato, potrete partecipare senza problemi per tutto un anno (la durata del certificato) alle gare competitive, senza creare imbarazzo ad organizzatori e caposquadra. In secondo luogo, gli esami consentono di rilevare il grado di forma, nonché di avere la consapevolezza di potersi dedicare serenamente a questo nuovo hobby.
I controlli che vengono effettuati sono: esame urine, pneumometria (misurazione capacità polmonare, dimensione e potenza), elettrocardiogramma a riposo e dopo lo sforzo (prova di recupero), misurazione della vista, visita generale. Per un controllo veramente completo, sarebbe opportuno anche un esame del sangue. Il controllo deve essere ripetuto con cadenza annuale.
Come detto in premessa, queste righe sono una “overview”, se vi interessano maggiori dettagli ve ne possiamo fornire, grazia anche alla collaborazione di specialisti anch’essi appassionati di corsa.
2. Allora, abbiamo fatto la nostra visita; magari il medico ci ha anche fatto i complimenti per il nostro stato di forma, e ci sentiamo ben disposti a metterci a correre. E allora prendiamo fuori dalla borsa della ginnastica le vecchie scarpette di plastica, indossiamo una bella tutona felpata… poi vogliamo sudare, magari per dimagrire…cosa meglio di un kway sul tutto? E via a correre sulla tangenziale, al rientro dall’ufficio…
Come avrete capito, NON CI SIAMO!! D’accordo, la corsa su strada ormai è rimasto l’ultimo vero sport popolare. Vero, possiamo mettere la maglietta regalata dal Conad o quella pubblicitaria dalla banca sotto casa per l’apertura del conto 44 gatti… ma una cosa è assolutamente indispensabile: LE SCARPE. Non l’avreste mai detto, vero??? J
Beh, a parte gli scherzi, la scarpa è la cosa più importante in assoluto per la corsa. Non dev’essere cara: dev’essere quella giusta per voi. Per il vostro peso, età, modo di correre.
Le scarpe specifiche per la corsa sono caratterizzate da alcuni elementi, da tenere ben presenti nella scelta:
- il “battistrada”, cioè la parte della suola che viene continuamente a contatto con il fondo stradale. Ovvio che dev’essere particolarmente resistente, e che questa componente condiziona la durata della scarpa. E’ estremamente scocciante trovarsi con la scarpa “bucata” sotto, ed ancora in ottime condizioni sopra!
- l’elemento ammortizzante; come sopra cennato, la corsa su strada è traumatica; per ridurre le conseguenze dell’impatto al suolo ogni marca di scarpe ha il suo sistema, brevettato, più o meno valido, generalmente posizionato nell’intersuola. Ad esempio, l’Asics adotta un gel speciale; la Nike ha capsule sigillate di aria compressa (da qui il nome “air”), la Mizuno usa vere e proprie molle di plastica; sempre molle di plastica, ma di forma differente, vengono usate da Adidas e Saucony… Questo solo per fermarci sulle principali marche di scarpe…
- il rinforzo nel tallone, che deve fornire sostegno e proteggere il tendine di Achille, punto particolarmente fragile per chi corre;
- la tomaia, che dovrà resistere a sollecitazioni prolungate.
Avuto presente che ogni scarpa da corsa si distrugge in un amen se la si usa in modo improprio (ad esempio per giocare a calcetto, come fanno i miei figli…), cosa consigliare a chi per la prima volta decide di comprare delle scarpe “speciali”?
- Fin troppo banale il consiglio di rivolgersi ad un negozio specializzato; è ovvio che chi vuole gli occhiali va dall’ottico, e non al supermercato. O, almeno, dovrebbe!….
- Secondo suggerimento: non scegliete in base all’estetica: se una scarpa calza bene, ve presa anche se non si abbina al completino che ci hanno regalato per Natale….
- Terzo suggerimento: se siete pesanti, non comprate una scarpa leggera. Vi rovinereste. Non è vero il contrario: se siete leggeri, ma avete intenzione di correre molto, meglio iniziare con una scarpa consistente e poi, eventualmente, passare ad una calzatura più leggera;
- Quarto suggerimento: non sottovalutatevi. Non pensate “tanto, per quanto corro io..:” con questo ragionamento rischiate solo di farvi del male.
- Quinto suggerimento: guardate chi corre. E’ fin troppo evidente che la stragrande maggioranza dei runners compra scarpe di 4 o 5 marche; ci sarà pure un motivo….
E’ vero che prima o poi ogni podista trova la sua scarpa; l’importante sarebbe che la trovasse PRIMA di beccarsi una tendinite… Se poi vi interessa, in un prossimo articolo possiamo parlare delle nostre esperienze con le varie marche. L’indirizzo è sempre modenacorre@hotmail.com
3. Il Podismo è ancora uno sport popolare. Come tale, abbiamo già detto, basta un paio di scarpe buone, e sul resto si può glissare. Questo però non vuol dire che chi corre non si faccia attirare da tutta una serie di oggetti, "gadgets" e simili, alcuni carini ma inutili, altri brutti ma inutili, altri inutili e basta... ma vuoi mettere la gratificazione di poter spendere qualche soldo in eccesso per suscitare l'invidia, pi o meno mascherata, del socio di camminata? Ben difficilmente infatti i "gadgets" verranno utilizzati in allenamento, mentre saltano prepotentemente fuori alla camminata domenicale. So che con queste note mi farò dei nemici...ma non posso farne a meno! Iniziamo con il cerotto per il naso. Domenica ho dovuto quasi litigare per non farmene mettere uno da Dario, convintissimo della sua utilità... fino a qualche anno fa era completamente sconosciuto, poi sembrava diventato indispensabile, ed ora vive un momento nuovamente di oblio. Responsabile dell'introduzione: la Maratona di New York. Il concetto è semplice: aprendo maggiormente le narici, aumenta il volume d'aria inspirata, e quindi l'ossigenazione del sangue, che è la benzina dei muscoli... peccato, che così diminuisca l'effetto filtrante degli antiestetici ma utili peli, che filtrano meno le polveri e ci rendono così più sensibili ad allergie e riniti, vanificando perciò in modo cronico l'utilità del cerotto, estemporaneo. Per tacere di quelli che - visto il costo del medesimo cerotto, immotivatamente alto - lo usano solo per bellezza, più e più volte.. vabbè, faremo finta di non accorgercene... Passiamo ora al giubbino con catarifrangenti: utile, d'inverno e di notte, è vero.. ma solo le prime due volte. Infatti dopo due uscite (per chi sopporta maggiormente il profumo del proprio sudore, tre) bisogna lavarlo, ed il catarifrangente va via. Senza contare le ferite che provoca ai capezzoli lo sfregamento della plastica resa rigida dal freddo contro la pelle... E che dire delle radioline fm da appiccicare alla maglietta? che cambiano stazione ogni 30 metri, ed in tale occasione provocano l'unico suono veramente udibile per il podista... e cioè un orrendo fruscio, che fora l'orecchio e provoca immediati mal di testa? Il seguito alla prossima puntata....
4. Continuiamo nella nostra rassegna di gadgets inutili, patrimonio d'esperienza del podista di ogni Natale e compleanno. Infatti questi regali solo saltuariamente vengono acquistati dall'utilizzatore: in genere sono genitori o mogli che pensano di sostituire la solita cravatta o l'usuale pulloverino con qualcosa di attinente alla grande passione del tapascione. Troppo banale sarebbe l'acquisto del pantaloncino, impossibile e troppo costoso un nuovo paio di scarpe, ed ecco che spunta fuori..il contapassi. In genere è una scatolina da applicare al pantaloncino, con un complicato sistema che le dovrebbe consentire di sentire il movimento del passo. Impostando preventivamente sul marchingegno la lunghezza del passo, la frequenza cardiaca, il peso, l'età, il colore degli occhi della moglie ed il numero di reggiseno della prosperosa vicina di casa l'incredibile attrezzo fornisce - o dovrebbe fornire - la distanza percorsa. Con una certa approssimazione. A patto di mantenere per tutta la camminata la medesima frequenza e lunghezza di passo; guai a rallentare se si è stanchi, vietatissimo poi l'incremento di velocità. Naturalmente questo prodigio della tecnica necessita di un certo periodo di rodaggio, nel quale il camminatore disperato si vedrà accreditato un tragitto di 2 km.- 2,5 km dopo 6 ore di camminata a passo spedito. Se sarà riuscito ad evitare il suicidio per la disperazione, il passo successivo è obbligato: misurare millimetricamente un percorso, dritto, certo, vicino casa (in genere sulla tangenziale, un po' inquinata ma che offre precisi riscontri con i cartelli dell'Anas). E tutte le sere, rischiando di essere travolto mentre calpesta attentamente la riga gialla, il neopodista verificherà la taratura dell'apparecchio, fino a giungere all'incirca al 50% della distanza effettiva. Di più, credetemi, non è possibile. Per fortuna questi attrezzi vanno a pila. Dalla durata della medesima fonte di energia dipende il proseguimento o meno dell'attività sportiva del neofita. Se è fortunato, l'apparecchio ha stazionato dieci anni in magazzino, e la pila è presto scarica. Finito lo stress, si può riprendere a correre le gare di 10 km sapendo di correre 10 km, e non 25 o 3. Diversi altri principianti hanno invece abbandonato lo sport, disperati, a causa di una batteria troppo longeva. Altro accessorio inutile: il cerotto per il naso. Si sa, il paese che ha prestato maggiore attenzione alla corsa su strada, al "joggin'", sono gli Stati Uniti. Un quattro - cinque anni fa agli americani - veri maestri nello studio del superfluo ed inutile, capaci di farlo diventare indispensabile - si sono messi ad usare e propagandare un magico cerotto che, applicato alle narici, favorirebbe la respirazione. Non solo, evita il noioso russare di notte. E forse migliora le prestazioni sessuali, chi lo sa… il fatto è che, di ritorno dalla Maratona di New York del '98 e '99, migliaia di podisti italiani hanno scoperto di non poter fare a meno del miracoloso cerotto. Almeno, fin quando non hanno finito i cerotti contenuti nelle confezioni omaggio della magica maratona della Grande Mela, e sono dovuti andare a comprarseli. Brutta sorpresa: considerato il peso specifico, il cerotto costa qualcosa di più dell'oro ed appena un po' di meno del platino. Ohibò.. che fare?? Beh, dopo aver cercato inutilmente di riciclare l'ultimo esemplare, ormai scollato e di colore verde-nerastro, il tapascione ha pian piano deciso di rinunciare al cerotto. Qualcuno ha provato a disegnarselo sulle narici, i più convinti pare siano andati a farselo tatuare… a la maggior parte ha deciso di dimenticarselo, e amen. Se proprio la narice è chiusa, possono andare anche due gocce della sana, europea, sempre valida Rinazina. Il mio problema è che, da quest'anno, il miracoloso cerotto è comparso nell'ambiente dello sci di fondo…
5. Ecco, questo è un problema. Magari non viene avvertito come quando si inizia a correre. Infatti, quando i chilometri percorsi sono, tutto sommato, pochi e tutta l'attenzione è concentrata sui miglioramenti del proprio passo, il parco sotto cassa va benissimo. Poi, però, dopo qualche tempo, il chilometraggio aumenta, e si inizia a desiderare un nuovo percorso che aiuti a distrarsi. Si iniziano anche a vedere le pecche del consueto itinerario di allenamento: il fondo sconnesso, l'umidità, la presenza di personaggi discutibili, l'eccessiva vicinanza alla strada, e così via. Io penso che sia importante avere a disposizione un percorso "standard" di allenamento, di cui si conosca bene il tracciato, in modo da potersi tenere controllati. Ovviamente. l'ideale trovarlo fuori dal traffico e vicino a casa... però altrettanto importante è avere delle alternative, da utilizzare per variare il tipo di allenamento. Magari un tragitto più lungo, per quando prepariamo una maratona o una "mezza". Un percorso collinare, per potenziare in vista della stagione estiva. Un circuito breve ma sgombero da ostacoli, per fare ripetute per velocizzare. E, perché no, un posto frequentato da altri podisti per scambiare, ogni tanto, due chiacchiere... Per i tapascioni modenesi, stiamo preparando una pagina con la descrizione di alcuni percorsi alternativi, tutti rigorosamente provati dai Modena Road Runners. Un pò di pazienza...
6. E' considerato l'"inventore" del jogging. Nella seconda metà degli anni '70, l'americano James Fixx fece della corsa un business ed un amoda, contribuendo alla diffusione di questa pratica fra i manager ed i professionisti delle metropoli americane. Oggi James Fixx è "usato" dai nemici della corsa quale esempio dei danni causati da questo sport. Infatti, Fixx morì d'infarto a 52 anni, mentre stava correndo. Ma se si ripercorre in breve la vita dell'inventore del jogging, si capisce che la causa della sua morte non fu la pratica sportiva. James Fixx scoprì la corsa nel '68, quando obeso e fumatore cominciò a dedicarsi alla corsa per fare rieducazione dopo un infortunio. In breve, si appassionò al jogging. E nel '77 scrisse un libro, tradotto in 16 lingue e vendito in milioni di copie (in Italia è pubblicato da Sonzogno, "Il libro sulla corsa"). Mise in piedi un business. Ma la costante pratica sportiva non lo preservò dall'arteriosclerosi e non lo salvò da un infarto mortale che lo colse, il 20 luglio 1984, a 52 anni, nel Vermont, mentre stava correndo. Per gli avversari, i molti avversari del jogging, era la conferma che correre fa male. ma la morte di Fixx è legata ad altre cause: fattori ereditari (il padre era morto d'infarto a 43 anni), fumo (fino a 36 anni Fixx fumava 40 sigarette al giorno), obesità, stress ed un tipo di vita non proprio regolare (Sole 24 ore 19/8/02)
7. Correre da soli.. a volte è bello, altre volte persino necessario. Talora mi è capitato correre per concentrarmi, per cacciare un pensiero fastidioso, un problema lavorativo... altre volte l'allenamento specifico non è compatibile con la compagnia di altri, e bisogna soffrire da soli. Però, correre da soli, che noia !! Diciamolo, va bene tutto, ma correre in compagnia è tutta un'altra cosa. A Modena abbiamo la fortuna - comune del resto all'Emilia, alla Lombardia, alla Toscana - di poter contare su di un importante movimento podistico, che propone ed organizza centinaia di camminate, sgambate, galoppate, maratone, maratonine, staffette... girotondi di tutti i generi, se mi permettete l'espressione, cui partecipano migliaia di persone. In mezzo a questo circo variegato si trovano rappresentati tutti i ceti ed i censi, accomunati dalla fatica e dalla voglia di star bene. E così ci si crea il proprio gruppetto, costituito da quelli che stanno un pò davanti e da quelli che invece inseguono dappresso.. per una volta insieme bancari, professionisti, idraulici, assicuratori, fabbri, imbianchini, che trovano nel piacere della corsa un terreno comune. E quasi sempre nascono schiette amicizie. Se permettete un suggerimento, approfittate delle corse domenicali - quelle di cui forniamo il calendario - e mettetevi in mezzo al branco. Confrontarsi con gli altri è sempre stimolante, le nuove amicizie dietro l'angoo. E gli allenamenti, conditi con due chiacchiere e qualche spunto di emulazione, saranno senz'altro più leggeri che non da soli. Qualche anno fa un mio amico e collega mi confessò che aveva corso da solo per diversi anni; ricordo ancora (stavamo "scalando" la Capanna Tassone) la sua frase: avessi solo pensato che correre in compagnia era così divertente!
Penso che molti, se non tutti, gli aspiranti podisti abbiano subito una cocente delusione alla prima uscita di allenamento. Magari attrezzati con il completino nuovo, berretto o giacchino sportivo, via che si parte, di bel passo, pensando di fare subito qualche chilometro, tanto per iniziare. Io la prima volta non sono riuscito neanche a completare un giro dell'ex-ippodromo.. all'altezza della tribuna ho iniziato a sentire dolori dappertutto, mi sembrava che il cuore picchiasse forte contro la clavicola, insomma, ero stracotto. Tanto per iniziare, ero partito troppo veloce; poi avevo deciso di andare a correre per riprendere un po' a muovermi dopo qualche anno di inattività, e quindi ero veramente fuori forma; infine, la corsa prolungata provoca sì modifiche nel fisico di chi la pratica, ma non bastano venti minuti... Ritengo che la cosa migliore sia iniziare con calma, magari alternando tratti di passo a tratti di corsa, aumentando pian piano il chilometraggio, e prevedendo almeno 2 uscite settimanali, cui aggiungere la "tapasciata" domenicale; meno di 3 uscite alla settimana non servono a niente se non a stancarci e stressarvi; meglio tre uscite brevi che due eccessivamente lunghe. Potete anche iniziare seguendo una tabella (la rivista "correre" ne pubblica sempre, specialmente nella stagione clou dell'avviamento alla corsa, la primavera) o affidarvi al buon senso, con gradualità. I risultati verranno, ed i primi miglioramenti saranno molto veloci. Per la maratona... beh, magari ne riparliamo un po' più avanti, ok?
15. - corsa, palestra e piscina... spunto ricevuto da una @-mail in redazione
1. Purtroppo non ho modo di uscire di corsa la sera (prima che faccia buio, durante la settimana) e ho quindi deciso di "rimediare"sul treadmill della palestra,ma può risultare efficace un allenamento del genere,svolto almeno 2 volte la settimana?
tutti gli allenamenti possono risultare efficaci, compreso il treadmill. il problema è che due sedute settimanali sono insufficienti ad apportare uno stimolo allenante adeguato (anche se è sempre meglio di zero!). Il mio consiglio è quello di ricavare un terzo momento di attività fisica nell'arco della settimana, anche solo per mezz'ora di corsa o 50' di nuoto
2. Quale tipo di allenamento potrei programmare in queste 2 sedute?
tutte le metodologie della corsa possono essere riprodotte sul treadmill, con la facilitazione che l'impostazione della velocità può essere demandata alla strumentazione. Puoi fare allenamenti continui a velocità uniforme, crescente o con variazioni (es. 10' a bassa intensità + 5' a media intensità + 1' ad alta intensità da ripetere 2 o 3 volte). Oppure le classiche prove frazionate (15' di riscaldamento + 5' stretching + 4 x 5' a media intensità con recupero di 3-5'). Trovandoti in palestra potresti costruire un circuito utilizzando altre macchine o eseguendo esercizi fuori dal treadmill (es.: 10' di corsa di riscaldamento + 3 o 4 volte circuito x (30" addominali + 8 volte 1/2 squat al castello con carico leggero + 30" leg extension + 10 step alternati + 5' corsa su treadmill a media intensità)
3. E' più elevata la probabilità di andare incontro ad infortuni di carattere tendineo,essendo un "terreno" così diverso dall'asfalto sul quale sono abituato a correre io?
Cambia la meccanica di corsa e questo può comportare l'attivazione abnorme di alcuni distretti della gamba (tibiali) con ripercussioni traumatiche. Ecco il motivo per il quale ti consiglio di non esagerare con la corsa continua per più di 15', utilizzando metodi in cui alterni l'impegno, e far "respirare" le strutture deputate alla corsa
13 - LA MARATONA (da RUNTHEPLANET)
1- Tieni in mente i tuoi obiettivi e pianificali con sufficiente anticipo. Se ti trovi ad affrontare una maratona per la prima volta, potrebbero bastare 4 mesi di allenamento, se abitualmente pratichi sport; se invece sei un terribile sedentario, ti ci vorra' almeno un anno
2- Pianifica i tuoi allenamenti in base ai tuoi obiettivi e alle tue possibilita' e seguili. Come molte cose nella vita, anche la maratona ha il suo segreto: l'allenamento
3- Cerca di correre con un amico che abbia il tuo stesso obiettivo e che sia al tuo stesso livello di allenamento; in modo che possiate andare allo stesso ritmo
4- L'allenamento non deve diventare un' ossessione. Se un giorno sei stanco o non hai voglia di muoverti, riposa! Non c'e' cosa peggiore che allenarsi svogliatamente, non e' produttivo e si rischia di farsi male!
5- Il miglior modo per non perdere l'allenamento e' crearsi una routine divertente, coinvolgendo amici, trovando un bel parco dove andare a correre, stabilendo degli orari ad hoc, etc... Si puo' fare anche all'uscita del lavoro con qualche collega che ha il tuo stesso obiettivo o magari semplicemente che si vuole divertire con te e scaricare la tensione
6- Varia il piu' possibile il tuo allenamento.Alterna giorni in cui ti alleni di piu' ad altri in cui ti alleni di meno. Leggi riviste specializzate
7- Cerca di allenarti almeno una o due volte in compagnia e quando sei piu' carico, allenati da solo
8- Se un giorno non hai voglia, porta con te un walkman
9- L'ideale sarebbe allenarsi regolarmente con un allenatore di atletica. Saresti piu' motivato e potreste migliorare piu' rapidamente. In alcune citta' (anche a Modena..) esistono scuole per maratoneti:iscriviti!
10- Cerca di fare percorsi di almeno 10 Km per iniziare a prendere il ritmo della competizione...
11- Non sfoggiare vestiti né scarpe da ginnastica nuove il giorno della gara. Utilizza un abbigliamento che hai gia' provato e che sia confortevole; indossa scarpe che non siano strette, che provochino sfregamenti e che assorbano il sudore. Non c'e' cosa peggiore che sentirsi a disagio indossando un abbigliamento inadeguato quando si corre
12- Prepara tutto il necessario la notte che precede il giorno della competizione. I vestiti, le scarpe, il numero, i soldi, etc...
13- Allacciati le scarpe con un doppio nodo affinche' non ti si slaccino durante la corsa. Non stringerle troppo per evitare che provochino gonfiore
14- Spalmati della vaselina sull'interno coscia, sotto le ascelle, sulle dita dei piedi e in generale su tutte quelle parti che possono essere soggette a sfregamenti
15- Cerca di andare in bagno almeno un'ora prima dell'inizio della gara e di "liberarti il piu' possibile"
16- Riscaldati in modo corretto e graduale iniziando a muoverti lentamente...
17- Cerca di arrivare almeno con un'ora di anticipo per rilassarti ed avere il tempo per prepararti con tranquillità
18- Disponiti in una posizione adeguata alle tue possibilità, se non lo farai gli altri corridori ti spingeranno e si arrabbieranno con te. Cerca di mantenere un ritmo uniforme, questo e importante specialmente nelle corse molto affollate
19- Non correre con i tuoi amici in modo da impedire il passo agli altri, piuttosto cercate di andare in fila, soprattutto alla partenza, in modo da non interrompere la marcia dei corridori che vanno più veloci di voi
20- Cerca di sfruttare al massimo la prima parte della corsa, ma senza sprecare energia, che ti servirà soprattutto nella seconda parte
21- Mantieni sempre un ritmo costante per raggiungere il tuo obiettivo, non esagerare all'inizio anche se ti senti bene... perchè tutto si paga!
22- Non ammazzarti negli ultimi 50 metri dal traguardo; guadagneresti solamente 5 secondi e la tua stanchezza si raddoppierebbe! Potresti avere problemi muscolari e altre cattive conseguenze
23- Non appena la corsa e' finita e sei finalmente giunto alla meta, bevi tutto quello che desideri: bevande con sali minerali, multivitaminiche, yogurt, coca-cola, etc... e mangia della frutta; se all'arrivo c'è la possibilita' di farsi fare un massaggio e non devi aspettare troppo, approfittane, sara' un ottimo toccasana!
24- Appena arrivi a casa fai una doccia o fai un bagno rilassante e dopo massaggiati il corpo con olio per il corpo. In questo modo ti rilasserai molto e sentirai le gambe meno pesanti; poi cerca di riposare
25- Mangia, nonostante tu sia stanco. Mangia qualsiasi cosa: un'insalata, un po' di carne, qualsiasi cosa ti piaccia
26- Non c'è niente che possa rilassare il corpo e la mente come una buona siesta e poi una tranquilla passeggiata
27- La settimana dopo la corsa, cerca di riposare e se hai l'occasione fatti fare dei massaggi
14 - lo sci di fondo La corsa è uno sport bellissimo, e molto coinvolgente; tant'è che qualcuno che esagerando, va anche un po' giù di testa…. Però ogni tanto, specialmente dopo qualche anno di pratica, si sente il bisogno di una pausa. Alcuni si dedicano alla bicicletta, specialmente nel periodo estivo; da qualche anno io invece ho scoperto lo sci di fondo. Si tratta di uno sport ancora alla portata di tutti: l'attrezzatura fondamentale costa molto poco: per iniziare basta un paio di sci " squamati", che non necessitano di scioline né altra manutenzione. Le scarpette poi sono quanto mai economiche, costano - anche se di marca - la metà di un paio di scarpette da corsa. L'abbigliamento, almeno in un primo momento, si può recuperare dalla bicicletta o dalla corsa: salopette (preferibilmente felpata) e maglia a maniche lunghe, con un pile, possono essere più che sufficienti per fare un primo giro. Indispensabile berretto (o bandana) ed occhiali sa sole. Il bello dello sci di fondo, che può essere praticato anche nel nostro Appennino, è che si può passare una bella giornata all'aria aperta e pulita, facendo lavorare anche i muscoli delle braccia che nella corsa non vengono affatto sollecitati, e bruciando un elevato numero di calorie. Meno traumatico della corsa, in quanto non si ha il continuo impatto sul suolo, può però creare problemi a seguito di cadute. Ai modenesi e reggiani ricordo che le piste aperte generalmente da dicembre a marzo sono a Piancavallaro (Cimone) e Piandelagotti (vicino Frassinoro). Altre piste sono a Frassinoro, Piane di Mocogno e Pavullo (la neve però è molto meno generosa in queste località). Piste molto belle, ma ormai in disuso - purtroppo - sono quelle di s.Annapelago e Barigazzo. Senz'altro il complesso più valido ed organizzato è quello dei Prati di s.Geminiano, a Piandelagotti, dove veramente c'è di tutto, dallo spogliatoio alla sala sciolinatura; è qui anche possibile prendere qualche lezione (all'inizio sono fondamentali!!) da maestri di sci. Dopo le prime, faticose camminate poi la passione cresce e, se uno vuole, può affrontare le classiche di gran fondo: Val Casies, La marcia bianca, la Dobbiaco-Cortina, la Marcia di Campo Imperatore, la Marcia Longa... e via, fino alla Vasa Lopet, che è il massimo dello sci di fondo tradizionale. Ma attenzione: se iniziate a sciare di fondo in età adulta, vi renderete conto che vi è molto più agonismo che nel podismo, e che la dimestichezza con gli attrezzi conta moltissimo. Lo sci di fondo utilizza fondamentalmente 2 tecniche: il passo alternato o tecnica classica, ed il passo pattinato, o skating. E' sicuramente opportuno iniziare a muovere i primi passi con l'alternato, per poi passare al pattinato quando si è imparato a spostare bene il peso ed a dirigere gli sci. Ma non è questa la sede per iniziare una scuola di sci… provate anche voi, e poi ci direte!
16. Su cosa sia meglio mangiare quando si fa attività sportiva, si è discusso a lungo, ma ora la questione rischia di diventare una guerra soprattutto dopo l'insolita dichiarazione quanto di Giorgio Simonetti (nato nel 1949), un maratoneta che ha sfidato il deserto e che oggi vive a Courmayeur. Ecco cosa ci consiglia: "Seguo una dieta che sicuramente farebbe impazzire qualsiasi dietologo; si tratta di una dieta tipicamente montana con pasta e fagioli, pane nero sottovuoto, mocetta, fontina e frutta secca. Altro che integratori!" Qualche dietologo potrebbe non essere proprio d'accordo sulla dieta del maratoneta di montagna, ma bisogna tenere presente che quest'uomo, si allena tutti i giorni con uno zaino da 5 kg sulle spalle, usa scarpe da outdoor pesanti e ha partecipato alla Maraton des Sables nel deserto, inoltre è stato due volte a correre sotto il sole cocente nel deserto di Giordania, terra d ifficile persino per i beduini locali. Addirittura pare che ultimamente sia stato sottoposto ad un intervento a una gamba e... il nostro campione continua ad allenarsi
Il fitness "a tutti i costi" spesso causa dolori e problemi a spalle, ginocchia e piedi. L'Accademia dei chirurghi ortopedici statunitensi comunica che negli ultimi dieci anni il numero di persone che hanno patito distorsioni, tendiniti e problemi al menisco è notevolmente cresciuto. La causa e' della passione esagerata per jogging, ginnastiche aerobiche, discipline pseudorientali e del modo sbagliato con cui vengono praticate queste discipline. La colpa è dei cosiddetti baby boomers, ovvero della generazione nata tra il 1946 e il 1964. Gli americani hanno già battezzato il fenomeno ´boomerite´, malattia responsabile anche di circa un milione di incidenti l´anno, tra ossa, cuore e muscoli, occorsi a sportivi dilettanti. Lo sport puo' dare molti benefici al fisico e alla mente, ma se fatto con equilibrio
19 . Jogging: pro e contro (runtheplanet) In primavera e in estate sembrano tutti impazzire per il jogging; ma non sempre puo' essere considerato un toccasana, se non viene fatto con prudenza, equilibrio e gradualmente. Si possono correre rischi al cuore, ai polmoni e alle gambe. C'e' chi lo difende, considerandolo la quintessenza dello sport e del benessere; chi sostiene che migliora cuore e circolazione, che aiuta a prevenire il diabete e l'ipertensione, che rafforza i muscoli, aumenta la resistenza e l'elasticita', contrasta l'osteoporosi, produce buonumore e concilia il sonno, puo' far dimagrire. Chi lo considera uno sport rischioso (infatti il suo inventore, Jim Fixx, all'eta'di 52 anni mori' di arresto cardiaco mentre correva; anche se non bisogna sottovalutare che il tipo soffrisse di cardiopatia). Chi lo accusa sostiene inoltre che provoca danni alle ginocchia e ai piedi, soprattutto se non si usano scarpe adatte. Concludendo pare che la maggior parte dei patiti del jogging viva in città, e secondo uno studio della Columbia University l´ozono che si respira a pieni polmoni, soprattutto d´estate, puo' causare infiammazioni respiratorie
NdR: Abbiamo inserito questa breve nota perchè riteniamo che la corsa sia estremamente salutare, ma è quanto mai opportuno sottolineare i problemi legati all'ozono, specie in estati come quelle di questi ultimi anni, sempre più calde ed inquinate.
... perchè a me non piace più il calcio
NAPOLI (CNN) -- Maradona? Moggi truccava i suoi test antidoping per farlo risultare 'pulito'. Lo scudetto del '90? Bastò pilotare il sorteggio arbitrale. La monetina di Alemao? Tutta scena. In un'intervista a Il Mattino Corrado Ferlaino torna sul suo passato di presidente del club partenopeo rivelando lo sconcertante 'backstage' di una squadra vincente. Le prime parole sono per Diego Armando Maradona, da sempre amico-nemico di Ferlaino. "Dalla domenica sera al mercoledì Diego, come qualcun altro del Napoli, soprattutto calciatori giovani, era libero di fare quel che voleva, ma il giovedì doveva essere pulito, non so se mi spiego. Del resto, basta non assumere cocaina per un certo periodo di tempo perché questa non risulti alle analisi del dopo partita". "Moggi, Carmando, il medico sociale chiedevano ai giocatori se erano a posto, allora non sapevo cosa accadeva, però qualche anno dopo sono venuto a conoscenza che si adottava un trucco: se qualcuno era a rischio gli si dava una pompetta contenente l'urina di un altro, l'interessato se la nascondeva nel pantalone della tuta e quando entrava nella stanza dell'antidoping, invece di fare il suo «bisognino» versava nel contenitore delle analisi l'urina «pulita» del compagno". "Nonostante questo, Diego quel giorno del 1991 fu trovato positivo, Moggi gli aveva chiesto se era in condizione e lui rispose: sì lo sono, va tutto bene. Il fatto è che i cocainomani mentiscono a se stessi. Risultò positivo e quando l'allora presidente Nizzola mi chiamò in via confidenziale per darmi la notizia fu troppo tardi. Insistetti, gli dissi: presidente dimmi cosa posso fare, ma lui rispose: ormai non puoi fare più nulla".
Il trucco della pompetta è ormai caduto in disuso, ma per ingannare l'anti-doping i metodi non mancano. "Non si può più andare in tuta a fare i controlli, bisogna essere nudi, quindi il trucco della pompetta è irrealizzabile. Adesso c'è una lista con dei numeri, ognuno corrisponde a un calciatore, il medico preposto li estrae a sorte". "Ma non è difficile trovare medici amici. Per cui basta toccare con le mani inumidite dalla saliva i numeri dei giocatori sicuramente puliti, così i numeri diventano più luccicanti e quando si estrae si sa come scegliere. Una specie di sorteggio pilotato, insomma". Il tutto mentre il Napoli vinceva coppe e scudetti. "Sì, soprattutto il secondo fu, diciamo così, il più movimentato. Quello scudetto me lo ricordo bene perché per vincerlo dovetti impegnarmi molto. Fu importante la partita Verona-Milan. Allacciai buoni rapporti con il designatore Gussoni. Il Milan aveva un arbitro molto amico: Lanese, detto «milanese». Secondo Ferlaino, la Fiorentina di Della Valle è la favorita per la promozione in A Secondo Ferlaino, la Fiorentina di Della Valle è la favorita per la promozione in A A noi, invece, era molto vicino Rosario Lo Bello e lo era perché meridionalista convinto. Il campionato si decise il 22 aprile: il Milan giocava a Verona, Gussoni designò Lo Bello per quella partita; successe di tutto, espulsioni, milanisti arrabbiati che scaraventarono le magliette a terra: persero 2-1. Noi vincemmo serenamente a Bologna per 4-2 e mettemmo in tasca tre quarti di scudetto". E la monetina di Alemao? "Fu colpito, forse ingigantimmo l'episodio, ma la partita era comunque già vinta a tavolino. Facemmo un po' di scena. L'idea fu di Carmando. Alemao all'iniziò non capì, lo portammo di corsa in ospedale, gli feci visita e quando uscii dichiarai addolorato ai giornalisti: «Non mi ha riconosciuto». Subito dopo scoppiai a ridere da solo, perché Alemao era bello e vigile nel suo lettino". Inevitabile il riferimento al calcio di oggi. Come presidente del Ravenna, Ferlaino è ormai fuori dal calcio che conta. E non sembra dolersene troppo. "Juve, Milan e Inter sono i veri padroni del sistema, con la Juve una spanna più avanti degli altri". "Agiscono sulle leve del potere, hanno grandi risorse, i migliori calciatori. Gli altri club sono invece sempre più poveri. La forbice s'è allargata e oggi sono scoppiate tutte le contraddizioni.
I venti club di B si divideranno 90 milioni lasciando fuori le ripescate. Poveri illusi. Solo Della Valle rinuncerà alla sua quota. Per lui sono spiccioli. E forse sa pure che gli sarà riservato un trattamento particolare, scommetto sulla Fiorentina in A". E' dunque in arrivo un altro scandalo? "No, è solo una previsione: bisognerà ridare alla Fiorentina quanto le è stato tolto. Del resto non c'erano le condizioni per far fallire il club durante la gestione Cecchi Gori. Oggi in più la Fiorentina ha Della Valle e non è poco. Lui è un potente dell'economia. Diciamo che i padroni del calcio lo vogliono quanto prima con loro.
Quando si skazza...si skazza!!
Stamani (23/1/04, ndr) è stata presentata, nei locali della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, la 30^ edizione della corsa più amata dai modenesi, la più tradizionale, quella che è un po' come New York nei confronti delle altre maratone: la Corrida di San Geminiano, che unisce - quest'anno speriamo ancor di più i dilettanti, gli amatori, i tapascioni ed i professionisti, il fornaio ed il bancario al keniota da 30 chili. Ospiti Ariani e "Gino" Esposito (spirto polemico!), presenti l'assessore Candini, Reggianini e Rispoli del Carlino, le tv locali, ,il professor Gigliotti, i rappresentanti dell'Accademia ed i diversi sponsor della manifestazione. Certo, 30 anni sono un bel traguardo, e quest'anno mi è sembrato di capire che finalmente si vogliono superare le "pippate" e le polemiche degli anni passati, direi - spero di non essere contraddetto subito domattina! Allora, la quota d'iscrizione è 0,50 euro per la minicorrida, 5 euro per la classica; il percorso è quello solito, fino al santuario dedicato al patrono dei "geminiani", e sono previste 5 premiazioni: per la Classica della Madonnina (Gianni!), Cittanova (Beppe!), Corrimodena (prof,schiatta!), Modena di corsa con l'Accademia (Militare) e per il Comitato Podistico Modenese. Nella relazione il prof.Ariani ha riconosciuto l'importanza che ha avuto anche il Coordinamento nel mantenere viva la tradizione della Corrida, e sinceramente penso mi farà piacere vedere il "Ronka", vero amico, premiato il giorno del santo patrono. Vedremo... Poi si è ovviamente parlato dell'importanza del mantenere vive negli anni queste manifestazioni; è così, lo scorrere dei lustri ha una particolare importanza per il nostro sport... ed è con orgoglio che posso dire che anche la "nostra" corrida, quella di S.Anna Pelago, ha superato - alla faccia del solito denigratore, sempre lui! - il primo lustro. Perciò, grazie a chi lavora per questa gara, ed arrivederci tutti il 31 gennaio! Mac