| Di corsa si parla tanto, troppo forse. Non esageriamo.. di seguito riportiamo i "consigli" di Running, che ogni giovedì ce ne sciroppa un paio. Talora giusti, talora meno condivisibili.. adesso ve li sottoponiamo, ma ci ripromettiamo in tempi brevi una rivisitazione critica di queste informazioni, che non sempre ci sono sembrate "azzeccate" - se volete intervenire, l'indirizzo è modenacorre@email.it oppure modenacorre@hotmail.com | |
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| Gli amminoacidi, sostanze che esaltano la resa
atletica
Gli amminoacidi hanno un ruolo importantissimo. Non è facile però
sapere quale è il giusto fabbisogno di amminoacidi per il organismo.
Questa sostanza aiuta a prevenire, e in taluni casi, a risolvere
problemi di tipo fisico e psichico, quali: ipertensione, insonnia,
depressione ecc. Inoltre sono un ottimo aiuto nella cura per ridurre la
dipendenza dall’alcool. Se in un primo momento sono stati visti
inizialmente con una certa diffidenza, oggi gli amminoacidi sono molto
utilizzati. E' opportuno comunque controllare la loro fonte di
provenienza e purezza, dato il loro complesso meccanismo di interazione
con altre sostanze ed il complesso biochimismo con il quale agiscono.
Gli amminoacidi si suddividono in essenziali e non essenziali. I
primi, non essendo prodotti dal nostro organismo devono essere assunti
con l’alimentazione, mentre i secondi vengono sintetizzati
all’interno dal nostro organismo. Inoltre vengono classificati per la
loro conformazione a “L” levogira che è la migliore, e “D”
destrogira, forma questa mai trovata in proteine naturali,
particolarmente diffusa nei glicopeptidi o in altre sostanze a basso
peso molecolare |
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| CREATINA E CAFFEINA PER AFFRONTARE UNA GARA
Molti atleti, in procinto di partecipare alla prossima olimpiade di
Atene, utilizzeranno sostanze che aumentano le prestazioni sportive; tra
queste sono molto gettonate la creatina e la caffeina che non sono
considerate una droga. Queste sostanze gia' presenti nell’organismo
migliorano l’attività sportiva e la loro assunzione e' considerata
legale. La creatina, molto in voga tra calciatori, velocisti e pesisti:
e' un amminoacido che aumenta la quantità di lavoro svolto dai muscoli
durante sforzi brevi ma intensi. La caffeina invece migliora la
resistenza, è uno stimolante e riduce la percezione dello sforzo.
Rimangono dubbi sugli eventuali effetti collaterali, ma certamente è
meglio del doping |
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| IL FITWALKING "L'ARTE DEL
CAMMINARE" Il Fitwalking non e' una semplice passeggiata, ma e' un cammino sportivo, sostenuto ed energico; un vero sport. In questa attivita' tutti gli elementi del corpo hanno un ruolo importante, a cominciare dalle braccia. Questi arti sono indispensabili per darci la spinta, per meglio sfruttare la velocita' e la potenza del passo. Con le braccia si forma un angolo di 90 gradi e si fanno oscillare seguendo il movimento delle gambe. L'ampiezza e il vigore del passo guideranno l'oscillazione delle braccia. Se si desidera imparare la tecnica giusta ed efficace del vero Fitwalker, inizialmente ci si puo' rivolgere ad un istruttore qualificato di Fitwalking che ci aiutera' ad apprenderne al meglio i segreti. Come in tutti gli sport i benefici maggiori si ottengono con la costanza, giorno dopo giorno. Nel Fitwalking piedi e gambe avanzano e corpo e mente e natura si uniscono in un'armonia di puro benessere ed energia. La mente si concentra sull'ambiente nel quale ci muoviamo, tramite il nostro strumento di heart control si percepiscono le sensazioni che il corpo ci trasmette, per poi rilassarsi. Il Fitwalking non solo e' sport, ma e' anche un modo di vivere, un modo per ritrovare armonia ed equilibrio tra corpo e mente, tra noi e cio' che ci circonda. Questo modo di fare movimento e' un'attivita' dimagrante e rigenerante sotto tutti i punti di vista e se eseguito in modo corretto, favorisce l'acquisizione ed il mantenimento di un ottimo tono muscolare. Tutti possono praticarlo; è adatto ad ogni livello di preparazione fisica e non ha nulla da invidiare alle diverse discipline aerobiche. La grande novita' del fitwalking è quella di dimostrare a tutti di essere in grado di fare dello sport. Ed ora non ti resta che infilarti un buon paio di scarpe, cercare il percorso adatto, un compagno ed iniziare |
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| Il dolore durante la corsa Anche con la migliore preparazione e un buon allenamento, le molestie
e i dolori sono un risultato inevitabile per chi inizia a correre
regolarmente. Il dolore puo' sparire con un esercizio lento e semplice
oppure continuare, ma nel caso peggiorasse e' meglio sospendere
l'allenamento e riposarsi. Nel caso il dolore non ti dia tregua, vai da
un buon podiatra. Il dolore piu' comune, associato alla corsa, e'
conosciuto come "il ginocchio del corridore". E' un termine
generico per identificare tutti i dolori del ginocchio relazionati a
questo sport. Una delle cause del dolore al ginocchio e' la
pronazione eccessiva del piede, soprattutto nei soggetti che hanno i
piedi piatti. Il miglior modo per risolvere il problema sono dei
sostegni per l'arco del piede, che si inseriscono direttamente
all'interno della scarpa. Per scegliere quelli piu' adeguati per il tuo
piede, puoi consultare i l tuo podiatra. A volte, possono essere d'aiuto
anche delle solette di gomma, sempre inserite all'interno della scarpa.
Il dolore tipo "spine o spilli", che si produce nella parte
anteriore e interna della gamba, appare quando si corre su superfici
dure, con falcate troppo lunghe e per squilibrio o abuso eccessivo dei
muscoli. La soluzione si trova nei cambiamenti della tecnica della corsa
o, anche in questo caso, inserendo un apparato ortopedico nella scarpa.
Ricorda che il tuo medico-podiatra e' specializzato nella diagnosi e
cura del piede, incluso la parte bassa della gamba, la pelle, i sistemi
neurologici, circolatori, muscolari, delle articolazioni, legamenti,
tendini, etc... Percio' e' sempre bene e prudente rivolgersi a lui per
qualsiasi dubbio o problema |
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| L'ALLENAMENTO MIGLIORE: COSTANTE E PROGRESSIVO
L'allenamento deve sempre essere costante, essere facile all'inizio e
più rigoroso man mano che il corpo si abitua all'esercizio. Ci
dev'essere quindi un progresso lento ma efficace, per prevenire
stiramenti e lesioni. Il modo migliore e piu' sicuro per cominciare a
correre e' un programma che inizia con quattro allenamenti giornalieri,
da 12 a 16 settimane. Comincia con due serie di due minuti alternati a
cinque minuti di camminata rapida. Se i muscoli sono rigidi, cammina e
basta, prenditela con calma e riposati per un giorno se i muscoli
iniziano a farti male. Man mano che avanzano le settimane aumenta
gradualmente i minuti di corsa, fino ad arrivare a correre delle serie
da 20 minuti. Rimani almeno per cinque sessioni al livello che hai
raggiunto. Quando arrivi alla 16 settimana, dovresti essere in grado di
poter correre due serie di 20 minuti ciascuna. Regola il tempo in base
al caldo, all'altitudine e non mollare mai pensando che il tuo ritmo sia
troppo lento. R icorda sempre che un programma di allenamento, fatto in
modo disciplinato e costante, riduce la possibilita' di farsi male.
Anche un'igiene appropriata del piede, puo' aiutare a prevenire lesioni.
E' importante mantenere i piedi asciutti e tamponati con del talco,
specialmente se il corridore soffre di vesciche. Le vesciche si possono
prevenire con l'applicazione di vasellina o creme, non appena iniziano a
formarsi |
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| ESERCIZI DI ALLUNGAMENTO
Le flessioni contro il muro Allungamento della schiena e del collo Allungamento della parte inferiore della schiena |
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| SCEGLI LE SCARPE GIUSTE La scelta delle scarpe dovrebbe essere fatta in base al peso, alla struttura del piede, allo stile e alla frequenza dell'esercizio. Ricordati che ogni scarpa ha una forma differente e i numeri e la larghezza della pianta variano da scarpa a scarpa. Tieni in conto che potresti indossare una fascia ortopedica all'interno della scarpa e valuta se quando corri appoggi tutto il piede o solo la parte anteriore. Un buon paio di scarpe deve avere un buon appoggio per ammortizzare l'impatto. Considera che la parte anteriore della scarpa si piega completamente. Vai a sceglierle verso sera, quando i piedi sono leggermente gonfi e porta con te un paio di calzini grossi per provarle |
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| Hai più di 40 anni e devi
affrontare una maratona?
Primo passo: fai un check up Se hai passato la soglia dei 40 e devi cominciare un allenamento in
vista di una maratona, e' opportuno che ti sottoponga a un'accurata
visita medica. Il medico ti fara' un elettrocardiogramma per
assicurarsi che non ci siano problemi respiratori, un alto livello Secondo passo: dedica qualche minuto agli stiramenti Prima di cominciare l'allenamento, dovresti fare alcuni esercizi per
stirare i muscoli e preparali alla corsa. In questo modo i muscoli si
riscaldano e la tensione dei tendini e delle articolazioni si riduce,
soprattutto se è un po' di tempo che stai fermo. Dedica da 5 a 10 |
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| Dopo la gara...
Quando la maratona e' terminata parla col tuo allenatore prima di
metterti a parlare con chiunque altro. Dedica del tempo per rivedere
cosa hai sbagliato, cosa hai migliorato, quali nuovi obiettivi vuoi
raggiungere. La vittoria in una competizione non è l'unico elemento |
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| Durante la gara
manteniamo pensieri positivi
Durante la gara pensare positivo e' fondamentale per mantenere la
concentrazione e la forza. Il maratoneta dovrebbe sempre mantenere un
dialogo interno e di autoistruzione e ripetersi frasi per animarsi e
farsi forza. Questo aiuta a sentirsi bene e a darsi una buona spinta.
Evitate pensieri negativi e se sopraggiungono in un momento di
stanchezza, stringete i denti e ditevi che ce la potete fare. E' inoltre
importante fare un auto check-up per sapere se il fisico e' in grado di
affrontare la maratona. Conoscere bene se stessi, le proprie forze e i
propri limiti, e' indispensabile per raggiungere la meta, avendo fiducia
in se stessi, senza temere nulla! |
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| Attenzione al
plurimaratoneta
Esistono maratoneti che non si accontentano di una sola maratona, ma
ne vorrebbero fare il più possibile. E' bene sapere pero' che gia' una
sola maratona sottopone l'organismo a dure sollecitazioni dell'apparato
osteo-articolare, a un aumento della pressione cardio-circolatoria e ad
altre sollecitazioni psicofisiche. E' difficile affrontare piu' di una
maratona in un periodo breve e non si può improvvisare una maratona, ma
per ottenere risultati soddisfacenti occorre allenarsi con un certo
anticipo, riposarsi e alimentarsi altrettanto bene. E' sicuramente
fondamentale un allenamento ben programmato che permetta le capacità di
recupero come il mantenimento della forma fisica. Inoltre gli
allenamenti devono essere costanti, senza interruzioni. E' importante
anche evitare carichi eccessivi che potrebbero causare traumi e/o
lesioni ai muscoli e per evitare di sollecitare troppo l'organismo
bisogna sapersi ascoltare, il corpo manda sempre segnali! E' necessario
anche programmare un periodo di riposo, per consentire all'organismo di
rigenerarsi. Inoltre il movimento atletico deve essere eseguito bene,
movimenti scoordinati possono compromettere il rendimento di una corsa.
La stessa attenzione va dedicata all'idratazione e ai pasti nel dopo la
gara: è necessario reintegrare l'acqua e i carboidrati utilizzati
durante la competizione. Infine bisogna ricordarsi che la gara stessa è
un ottima sollecitazione allo sforzo fisico: un allenamento
nell'allenamento, insomma. Lo sforzo muscolare fa aumentare le riserve
energetiche che così hanno poi nuove scorte, ma è bene lasciare
passare del tempo tra una maratona e l'altra |
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| PRIMA DELLA GARA
Presentati alla gara con sufficiente tempo per organizzarti e
"prendere posto". Questo ti permettera' di ambientarti e
vedere come è strutturata la competizione. Inoltre ti permettera' di
scambiare le impressioni col tuo allenatore o i compagni di gara.
Arrivando sul luogo della gara con un certo anticipo potrai realizzare
gli ultimi esercizi di rilassamento e riscaldamento. In |
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| I DIVERSI TIPI DI CORSA
AEROBICA
Per preparare una mezza maratona si praticano diversi tipi di corsa.
Non esite ovviamente un tipo di atleta |
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| IL CORTO-VELOCE
O più semplicemente la veloce. Si tratta di una corsa in pianura a
ritmo costante. In atleti principianti la sua durata può essere
inferiore a 15 minuti, ma con poche sedute si arriva facilmente ai 20-40
minuti. Indicativamente tale velocità sarà pari a quello che un'atleta
sarà in grado di mantenere correndo per un'ora al massimo del suo
impegno. La frequenza cardiaca è |
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| IL MEDIO
La corsa a ritmo medio è una corsa a ritmo uniforme dalla durata
variabile dai 45 fino ai 90 minuti. La velocità di riferimento è
inferiore a quello di un corto veloce in quanto l'atleta dovrà correre
all'80-90% della sua soglia anaerobica. E' un anello di passaggio fra il
corto-veloce e il lungo. Gli effetti sull'organismo sono intermedi tra
lo sviluppo delle capacità aerobiche e |
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| La corsa mantiene giovani
E' un errore pensare che superata la fatidica soglia degli anta, si
debba per forza appendere al chiodo scarpe da ginnastica e tuta. Con i
dovuti accorgimenti si può continuare a correre e ad allenarsi. Ecco
alcune regole da rispettare. E' fondamentale bere molto. In genere piu'
si va avanti con l'età, meno si beve, ma l'acqua serve sempre, a
qualsiasi età. Aiuta a idratarsi, specialmente dopo il movimento, lava
l'organismo permettendo di eliminare le impurità. L'ideale e' bere
almeno due litri al giorno, anche se possono sembrare tanti. Si possono
preparare due bottiglie da un litro la mattina, per essere certi della |
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| Correre: fa bene o fa
male?
Una cosa e' certa: male non fa. Come tutte le cose anche la corsa va
fatta con moderazione ed intelligenza. E' opportuno quindi tenere
presente molti fattori. Ecco un esempio. Se la sera prima di un
allenamento si dorme poco e male, e' bene ridimensionare i tempi
dell'esercizio, per evitare fratture da stanchezza e uno sforzo
eccessivo e quindi controproducente. Una reintegrazione di ferritina e'
sempre consigliabile, almeno durante le 12 settimane di allenamento. E'
sempre importante rispettare le tabelle di allenamento, che si trovano
sulle riviste specializzate e seguire una dieta corretta. Allenarsi e
correre in modo adeguato, fa sempre bene, mantiene in esercizio, stimola
la produzione di endorfina e aiuta a scaricare lo stress. |
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| Consigli per chi non ha
mai corso una maratona
Chi non ha mai partecipato a una mezza maratona o a una maratona, dovrebbe seguire i seguenti suggerimenti: - E' importante essersi allenati per almeno tre volte la settimana per alcuni mesi, inserendo almeno negli ultimi due mesi e mezzo, ogni 10/15 giorni una seduta di corsa lunga almeno 1h30 per chi prepara una mezza. Due ore abbondanti invece per chi si prepara a una maratona. Durante la gara e' utile non saltare i ristori, gli spugnaggi, che
vengono offerti lungo il cammino. Questo per non perdere energie durante
la gara e arrivare sfiancati alla fine. Non è mai inutile ripetere che
è fondamentale bere molto, soprattutto se fa caldo. Un accessorio
importantissimo sono le scarpe. E' bene sceglierle con attenzione, non
devono mai essere nuove al momento della gara e devono
ammortizzare bene il peso corporeo al momento del contatto con il piede
a terra. |
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Consigli per chi desidera partecipare alla cinquanta chilometri 1.
Per affrontare una maratona da cinquanta chilometri, bisogna prepararsi
in maniera graduale: meglio aver già 2. I principianti devono rispettare alcune regole.Dovrebbero innanzitutto correre 5 volte oltre i 30km.Quindi chi vuole affrontare una maratona così lunga dovrà fare in allenamento almeno 4'-45km. Due volte perlomeno. Per abituarsi al ritmo più vicino a quello di una maratona da 50 km. 3. Coloro che invece non sono principianti, dovranno allenarsi percorrendo almeno 40/45km. Per una buona preparazione potreste partecipare ad un paio di maratone piu' piccole; un ottimo allenamento fisico e psicologico. 4. I supermaratoneti ovviamente riterranno una cinquanta qualcosa di normale. Malgrado ciò non dovranno sottovalutare la "breve" gara e dovranno allenarsi a ritmi più veloci per migliorare i tempi. 5. Un elemento da non sottovalutare e' la forza. La velocità non basta. Correre una maratona così impegnativa è massacrante. I muscoli devono essere ben allenati, soprattutto per evitare facili infortuni o di ritrovarsi indolenziti. E' opportuno allenarsi in palestra con macchine e/o carichi naturali. E provare ripetute in salita e/o discesa. Magari anche su terreni ondulati. 6. Bere. Chi affronta una maratona deve bere molto; è indispensabile per idratarsi. Si possono portare con se' marsupi o piccole borracce dove si tiene una bottiglietta d'acqua. Comunque durante le maratone sono sempre disponibili ristori e spugnaggi. 7. Mangiare. E' fondamentale un buon apporto di carboidrati per coloro che devono affrontare la gara. Chi si accinge a correre una cinquanta km dovra' mangiare più pane e pasta del solito. 8. Abbigliamento. E importante vestirsi a strati, di modo che si possono togliere indumenti nel caso di eccessivo calore. Comunque non bisogna vestirsi troppo ed e' bene evitare k-wai. Il look piu' idoneo rimane: una T-shirt, una canottiera e dei pantaloncini. 9. Scarpe. Devono essere sempre della misura giusta e comode. 10.
Tattica. E' importante conoscere i propri ritmi, i limiti e gestire
sempre bene le proprie energie. Mai sprecarle |
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FLASCITE
PLANTARE Fattori
predisponenti alla comparsa di patologie a carico della fascia plantare
sono: 2)
Fattori anatomici: 3) Biomeccanica della corsa, un' appoggio con pronazione accentuata, cioe' con un sollevamento del margine esterno del piede e depressione di quello interno, determina un aumento di tensione della fascia per il prolungamento della fase intermedia dell' appoggio. 4) Tipo di scarpa, spesso la fascite compare al cambio di scarpe usurate con una nuova calzatura che risulti inadatta al tipo di appoggio dell' atleta, o troppo pesante e troppo leggera per la sua andatura, oppure di misura piu' larga. Quindi nella scelta del tipo di scarpa si ricordi che ogni piede vuole la sua scarpa, nel senso che ogni soggetto presenta una diversa adattabilita' per cui e' la calzatura che deve adattarsi al piede e non viceversa. 5)
Terreni di allenamento, terreni irregolari come nella corsa campestre, o
superfici dure comel' asfalto ed a volte le sintetiche possono favorire
la comparsa di flascite plantare. Malattie sistemiche, reumatiche,
metaboliche. Nessuno dei fattori suddetti da solo e' causa di patologia,
ma la combinazione di due o piu' di essi possono determinare la flascite
plantare. Come abbiamo gia' detto il sintomo principale e' il dolore
plantare sia durante l' attivita' fisica che a riposo, accentuato dalla
presso-palpazione della pianta del piede. Utili ai fini diagnostici nei
casi cronici possono essere: |
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IL MAL DI SCHIENA III parte 4. La valutazione del RITMO LOMBO-PELVICO cioè del movimento del piegarsi in avanti ed in dietro al fine di evidenziare i possibili difetti di cui vi ho parlato sopra. Ciascuna componente deve essere attentamente studiata sia in sé che in relazione alle altre dinamiche: - Un deficit dell'inversione (flessione lombare in avanti) indica l'esistenza di una contrattura muscolare o di una limitazione meccanica per alterazione anatomica delle articolazioni, dei legamenti o della muscolatura. - Un arresto della rotazione pelvica (cioè del bacino in senso antero-posteriore) può dipendere da rigidità dei muscoli posteriori delle cosce, da irritazione sciatica o compromissione anatomica dell'articolazione dell'anca. - Un prematuro ripristino della lordosi nella ri-estensione del tronco fa sì che il carico gravi sulla colonna in modo eccentrico per sostenere la colonna stessa. Nel tentativo di limitare questa condizione, la colonna lombare tende a posizionarsi in IPERlordosi, atteggiamento che può comportare l'impatto delle faccette articolari posteriori (già riavvicinate in conseguenza della contrattura muscolare) che a questo punto sopportano tutto il carico e che vanno rapidamente incontro ad irritazione acuta e blocco (in particolare se nel movimento di ri-estensione il tronco è anche poco ruotato). |
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IL MAL DI SCHIENA II parte Ebbene
poiché in "moltissimi" hanno fatto una RMN, è
statisticamente evidente che "molti"possano presentare
un'ernia discale lombare. In realtà molti di questi presentano, a ben
cercarli, sintomi dolorosi che NULLA hanno a che fare con l'ernia
diagnosticata (che magari è presente già da molto tempo e che non dà
segni di sé) e questo giustifica il perché dei molti
"insuccessi" di varie metodiche terapeutiche finalizzate al
trattamento dell'ernia (intervento compreso: la cui indicazione è
attualmente molto selettiva). E questo è ancora più vero (non me ne
vogliano "questi terapeuti") quando ci si rivolge a personaggi
più o meno professionalmente competenti senza una diagnosi e con una
RMN consigliata da un amico che "aveva lo stesso dolore" e che
ha risolto così o colà. LOMBALGIE DI ORIGINE POSTURALE In
fase statica (da fermi) la maggior parte delle condizioni dolorose può
dipendere dall'accentuazione della lordosi lombare (cioè dall'aumento
di quella normale curvatura della colonna lombare che, per capirci, è
così evidentemente accentuata nelle donne in avanzato stato di
gravidanza = pancia in fuori e sedere in dietro). La conseguenza
meccanica di tale modificazione posturale a livello dell'ultimo spazio
intervertebrale determina uno stiramento del legamento anteriore ed un
avvicinamento delle parti ossee posteriormente, determinando irritazione
e, a lungo andare, una pseudo-artrosi con dolore anche intenso ad ogni
movimento in senso iperestensorio (all'indietro). L'avvicinamento della
parte posteriore delle vertebre può anche determinare un interessamento
in senso irritativo delle radici nervose con dolore irradiato lungo la
gamba o la comparsa di spasmi muscolari dolorosi (e vai a mangiare
banane o a riempirsi di reintegratori!!!). In
questo caso le cause possono essere legate ai seguenti fondamentali
meccanismi: Il
medico NON deve accontentarsi della generica denuncia di "dolore
alla parte bassa della schiena" ma deve stabilire, con la massima
accuratezza possibile (e spesso è molto difficile), quale sia la
localizzazione del dolore. |
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IL MAL DI SCHIENA - I parte La
lombalgia (il cosiddetto MAL di SCHIENA) costituisce una delle più
comuni affezioni. La sfavorevole storia naturale in combinazione con una
prolungata inabilità sportiva (ma anche lavorativa) o comunque con una
riduzione delle prestazioni, fa di questa patologia un problema di primo
piano per il runner evoluto come per il neofito. |
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La definizione di "ginocchio del corridore",
la diede il dr. George Shehan (1918-1993), un medico americano. Si
tratta della sindrome dolorosa fermorotulea o meglio una dolorosa
complicazione al ginocchio che può insorgere durante gli allenamenti. Come
si riconosce. Si riconosce perche' il dolore e' localizzato intorno
alla rotula, molto spesso sul lato interno. In genere compare con
regolarita' dopo alcuni minuti di corsa e se ci si siede e si rimane
seduti a lungo con il ginocchio flesso puo' fare molto male. A volte si
è soggetti a questo tipo di problema senza aver sofferto di simili
dolori o aver avuto precedenti traumi. Puo' capitare che rimanga
invisibile agli esami medici: infatti la risonanza magnetica a volte può
risultare negativa. Importante e' sapere che non si deve assolutamente
pensare che il dolore sia una semplice conseguenza di qualcosa d'altro. Le lesioni cartilaginee del ginocchio possono non presentare alcun disturbo. Come si cura. Le terapie piu' indicate sono: riposo, crioterapia (borsa del ghiaccio), laser di potenza, infiltrazioni, taping rotuleo e sottorotuleo (bendaggi), scarpe da corsa adeguate. Purtroppo i tempi di guarigione non sempre sono brevi ed è bene seguire sempre il medico. Come si previene. E' opportuno eseguire sempre allenamenti corretti e studiati in base al tipo di fisico dell'atleta. E' bene, fare molta attenzione nelle corse in collina o sui terreni inclinati. Evitate piegamenti eccessivi o movimenti bruschi, soprattutto quando i muscoli sono ancora freddi |
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L'ideale è trovare un luogo lontano dal traffico e un percorso senza radici o buche. Il programma di allenamento si puo' dividere in tre parti. Il primo mese si dovrebbe cominciare camminando a passo svelto e a ritmo elevato per almeno 50-60 minuti, se non si è allenati. Chi invece è abituato a muoversi, può iniziare con una corsa leggera, a passo lento, di circa 15/20 minuti. Ogni volta che si termina una corsa è bene effettuare alcuni esercizi di tonificazione muscolare, soprattutto per l'addome e la schiena. Chi ha camminato spesso e costantemente il primo mese, e' pronto per iniziare a correre lentamente, mantenendo un passo appena più rapido della camminata. Si puo' cominciare con 20 minuti, poi è necessario aumentare il tempo di 6-7 minuti alla settimana. Il secondo mese, coloro che ha nno corso già fin dal primo mese, possono aumentare i tempi, cominciando con 30 minuti ed incrementando di 5 minuti ogni settimana. E sempre indispensabile al termine di ogni allenamento, effettuare gli esercizi ginnici e lo stretching finale. Dal terzo mese in poi e' bene effettuare una corsa lenta di almeno 40 minuti ogni volta. Non si dovrebbe mai diminuire il tempo e, in caso di stanchezza, e' necessario rallentare fino a camminare velocemente per poi riprendere la corsa. Durante la corsa, il passo che ci permette di parlare, e' quello giusto per consumare i grassi, ed è un indice di intensità dello sforzo che si compie. Nei casi di problemi dell'apparato osteoarticolare e di malattie cardiache, la corsa è sconsigliata. E’ controindicata inoltre per gli obesi, i quali prima di avviare una qualsiasi attività fisica di resistenza, dovrebbero calare di peso. L'importante è non esagerare mai. I piccoli fastidi che si possono avvertire durante gli allenamenti non vanno mai sottovalutati. Se si sentono dolori alle gambe, alle ginocchia ed alle caviglie è buona norma riposarsi. Nel caso i fastidi dovessero continuare e' necessario rivolgersi al medico |
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